di Felice Nicotera


E’ UNO STATO D’ANIMO, UN MODO DI VIVERE, UNA SAUDADE NAPOLETANA…

A quasi trent’anni dalla morte, Napoli ospita una mostra fotografica e multimediale, ricca di oggetti, immagini e filmati, dedicata a Massimo Troisi.
L’esposizione a cura di Nevio De Pascalis e Marco Dionisi e con la supervisione di Stefano Veneruso, è ospitata presso Castel dell’Ovo.

Un’esposizione che registra la mancanza, all’arte e al pubblico, di un artista popolare, il cui mito si è affermato proprio in questo tempo. 

Massimo Troisi è stato un attore, regista, sceneggiatore e cabarettista italiano. Principale esponente della nuova comicità napoletana nata agli albori degli anni Settanta, soprannominato «il comico dei sentimenti» o il «Pulcinella senza maschera», è considerato uno dei maggiori interpreti nella storia del teatro e del cinema italiano.


Fulminea fu la sua carriera, durata vent’anni, tra una folgorante ascesa teatrale, si era fatto conoscere come comico giovanissimo con il gruppo “La smorfia”, insieme a Enzo Decaro e Lello Arena. La fama in tv con “Non Stop”, una trasmissioni-laboratorio della RAI di Bruno Voglino e nel cinema con “Ricomincio da tre” un film del 1981 “dove c’erano” come scrisse Gianni Minà “tutti i dubbi e le disillusioni della sua generazione, ma anche tutto il suo senso della vita, la sua filosofia basata sull’arte di accontentarsi, forse anche un po’ della sua famosa pigrizia”.
Ed infine la morte quando un uomo si definisce ancora giovane, a causa di quel suo “cuore malato”, di cui “non parlava mai, al massimo ci scherzava sopra facendo il verso alle parole di una immortale canzone che talvolta intonava cercando di imitare Sergio Bruni”.

L’esposizione racconta il percorso umano e artistico di Troisi in sequenza cronologica. Filo conduttore è il lato più sensibile e intellettuale di Troisi, poeta senza definirsi tale, ha scritto poesie già in tenera età per ritagliarsi spazi d’intimità negati da una famiglia numerosissima e ha chiuso il cerchio con “Il Postino”, film in cui la poesia non è solo testo, ma anche e soprattutto un modo di vivere, di vivere poeticamente.

La mostra è promossa e organizzata da Istituto Luce – Cinecittà con l’Asessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e 30 Miles Film, con il riconoscimento di MIBACT,  Regione Campania, in collaborazione con Archivio Enrico AppetitoRai TecheCinecittà si Mostra e Cinecittà

La mostra iniziata il 7 maggio scorso, terminerà il 25 luglio 2021.

Massimo Troisi rivive nei cuori e nel ricordo di quanti lo hanno amato e conosciuto anche solo attraverso i suoi film. La sua città natale, San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli, l’anno scorso, lo ha ricordato in occasione dell’anniversario del 67esimo compleanno, con ‘E’ nata una stella‘, un contenitore di eventi itineranti sul territorio che presero il via con la tradizionale deposizione di fiori sulla sua tomba, nel cimitero cittadino.

Qualche tempo dopo la morte di Troisi, Roberto Benigni rese nota una deliziosa, dolce e commovente poesia in onore del suo amico Massimo, che fu letta in tv da un Renzo Arbore commosso fino alle lacrime.

Non so cosa teneva dint'a capa;
intelligente, generoso, scaltro,
per lui non vale il detto che è del Papa,
morto un Troisi non se ne fa un altro.
Morto Troisi muore la segreta
arte di quella dolce tarantella,
ciò che Moravia disse del Poeta
io lo ridico per un Pulcinella.
La gioia di bagnarsi in quel diluvio
di jamm, o' saccio, ‘naggia, oilloc, azz!;
era come parlare col Vesuvio, era come ascoltare del buon Jazz.
"Non si capisce", urlavano sicuri,
"questo Troisi se ne resti al Sud!"
Adesso lo capiscono i canguri,
gli Indiani e i miliardari di Holliwood!
Con lui ho capito tutta la bellezza
di Napoli, la gente, il suo destino,
e non m'ha mai parlato della pizza,
e non m'ha mai suonato il mandolino.
O Massimino io ti tengo in serbo
fra ciò che il mondo dona di più caro,
ha fatto più miracoli il tuo verbo
di quello dell'amato San Gennaro.

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