Gioacchino Rossini

Il primo Ottocento italiano è dominato dal genio musicale di Gioacchino Rossini . La complessità della figura di Rossini è unica, sospesa com’è tra la storia e l’aneddotica: il musicista pesarese ne esce come proverbiale pigrone, dedito soprattutto al cibo, ma allo stesso tempo compositore dai ritmi frenetici, capace di sfornare un’opera in poche settimane. Formose sono poi le sue battute tramandate da illustri testimoni, uno su tutti Henry Boyle detto Stendhal.

Vincenzo Bellini 

In un momento in cui lo stile rossiniano sembrava aver contagiato chiunque si accostasse all’opera, Vincenzo Bellini (definito dai posteri “Il Cigno Catanese”) con il suo puro lirismo, sfugge da ogni contaminazione. Nella sua musica trionfa quella melodia semplice, lineare, che l’etereo accompagnamento dell’orchestra rende quasi fragile, talvolta trasparente

Felix Mendelssohn

Felix Mendelssohn nasce nel febbraio del 1809, nella tedesca Amburgo. È una famiglia molto ricca e colta quella in cui cresce il piccolo Felix, che fin da bambino viene educato alla musica, alla letteratura, all’arte. Vive in un ambiente sereno e si impegna con serietà allo studio. Ogni mattina si alza alle cinque e inizia la sua laboriosa giornata al pianoforte, violino e viola.