a cura di Vlad l’Opinionista


( Racconto realmente vissuto e narrato da chi ha sofferto per il Covid )

Sino a quando non provi direttamente non saprai mai cosa significa realmente!

Anche io ho preso il Covid! Nonostante tre vaccini e tutte le accortezze igienico-sanitarie sempre adottate!

Ma la tristezza ed il dolore non è data dalla salute ma dalla necessità di rimanere internato ed isolato! Sentirsi emarginati e trattato come un lebbroso! Capisco che è cautelativo ma se una persona sta già male di suo in questo modo rischia la morte cerebrale!

Non mi sentivo cosi’ da quando avevo 18 anni, quando fui vittima di Tifo somatico e Paratifo B, negli anni ‘70, causati dal cibo ingerito durante una cena con amici in dubbia trattoria dell’entroterra salernitano. In quell’occasione fu veramente molto triste e soprattutto molto grave. Ero praticamente sempre a letto con febbre molto alta e brividi di freddo. Probabilmente se fosse esistito il Covid già all’epoca mi avrebbero riempito di tamponi!!!

Ma vi assicuro che quella malattia è stata veramente lunga. Caddi malato una settimana prima di Natale e ritornai a vivere tra gli umani solamente dal 5 aprile successivo (quasi 4 mesi). La malattia mi aveva ridotto ad uno scheletrino (io che ero sempre stato un bel ragazzotto pienotto!!!). Prima che si seppe cosa avevo con esattezza mi ero commosso per la vicinanza di amici e persone che passavano spesso a trovarmi. Poi,una volta saputo che ero affetto da Tifo e Paratifo si creo’ il vuoto!!! Certo : capisco benissimo che Tifo e Paratifo sono due malattie infettive e coloro che venivano a trovarmi non erano solo coetanei ma anche persone adulte che avevano famiglia,quindi legittimo il timore da parte loro… ma che tristezza e amarezza!!!

Cominciai ad essere turbato e preoccupato quando vidi la squadra del Comune (in totale assetto antipandemico) venire a disinfettare e sterilizzare casa. Mi resi conto che non era uno scherzo cio’ che avevo e solo l’amore che mia madre aveva per me le aveva permesso di curarmi in casa direttamente evitando il ricovero in ospedale in isolamento.

Erano gli anni ‘70, la musica dell’ album di Baglioni appena uscito (E tu come stai) mi faceva compagnia e cercavo di trascinarmi al pianoforte con pigiamone e coperta sulle spalle per il desiderio di suonare! Ma stavo diventando sempre piu’ debole e avevo segni di svenimento se rimanevo più tempo fuori dal letto!!!

Persino quando dovevo andare in bagno avevo bisogno di aiuto e pensavo tra me e me che se ne fossi uscito vivo ne avevo da raccontare!

Ricordo che per un breve periodo ci fu anche mio fratello ad aiutarmi poi costretto a partire per un nuovo contratto di lavoro. Mio fratello era l’unica persona che riusciva a farmi sorridere e le nostre partite a scacchi erano un passatempo lieto.

In quel periodo la televisione mi faceva compagnia tra una dormita e l’altra e nella mia camera avevo un tv 14 pollici della Philco in bianco e nero.

La sera giungeva la depressione completa. La luce del giorno cedeva il posto alle ombre del buio,si alzava sempre la febbre ed avevo molto freddo, mentre in televisione si succedevano prima “l’Almanacco del giorno dopo” e poi il “Telegiornale” e “Carosello”.

Una volta superata la crisi ovviamente fui costretto a rimanere in casa per oltre 20 giorni (la cosiddetta “quarantena”). Quella malattia mi costo’ l’anno scolastico (ero di maturità scientifica) e una caduta di capelli curata poi con un trattamento di due mesi con prodotti specifici. Fortuna che avevo solo 18 anni e naturalmente tutta la forza e il desiderio di riprendermi la mia vita!

Oggi, a distanza di 45 anni, mi ritrovo a scrivere questa mia nuova e brutta esperienza che per molti versi ha delle analogie con cio’ che già ho vissuto. Forse in quest’occasione potrebbe esserci un pizzico di esagerazione perché in realtà non sto’ male, o cosi’ male come lo sono stato alla fine degli anni ‘70…Ma quello che mi amareggia è la “paura” che serpeggia tra coloro che ti circondano. Se hai il Covid diventi emarginato per forza superiore, anche se oggi il Covid non spaventa più nessuno!! Intanto mascherine e isolamento sono le soluzioni da adottare!

Ma una domanda mi sorge spontanea: prima del Covid quando si era raffreddati o influenzati cosa si faceva? Semplice…non si andava a casa di chi aveva l’influenza,si parlava a distanza e dopo qualche giorno era tutto passato. Addirittura si andava al lavoro con l’influenza ed io,ricordo bene,se avevo la febbre o un forte raffreddore andavo a giocare ugualmente al pallone facendo una bella sudata e subito dopo una gran doccia calda. Il giorno dopo non avevo più nulla”.

Invece, oggi, hai il COVID!!! Il COVID??? …allora fatti curare e soprattutto stai isolato! Fai il tampone…se sei positivo rimani a casa…!!!

Nelle nostre case e in tasca con noi sono apparsi distributori di gel disinfettante,mascherine di ogni tipo e guanti usa e getta. Al supermercato se qualcuno starnutisce o tossisce ci allontaniamo subito e lo guardiamo con astio quasi come se volessimo dirgli “Ma che cacchio sei uscito a fare? Lo vedi che stai male?”

Anche io sono tra le persone piu’ colpite da questa pandemia in modo particolare considerando soprattutto che quel fratello, a cui ho accennato prima è scomparso all’inizio del 2021 proprio a causa del Covid (o detto tale), provocato con certezza da un ricovero affrettato, esperimenti su esperimenti con terapie varie molto potenti distruggendo un organismo che, anche se sano patologicamente, ne ha risentito inevitabilmente! Ma questa è una storia che tristemente si è ripetuta in tanti di noi!!!

Oggi dove il Covid è poco più di un’influenza la nostra società purtroppo è diventata suscettibile e condizionabile ad esso!

E il risultato più triste di quello che ho scritto è che chi lo leggerà acconsentirà e condividerà ma in realtà continuerà anche lui ad emarginare e ad allontanarsi da chi ha il Covid!

14 agosto 2022 (Anonimo)


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