a cura della Redazione “Il Postalista”


In altra parte ho già accennato all’uso della benzina purificata, ma ritengo sia necessario farne una chiacchierata.
L’etere di petrolio a 40°, del quale tanto si parla, mi ha dato alcune risposte spiacevoli: infatti alcuni inchiostri di stampa non hanno retto. La raffinazione molto secca mi alterò alcune tinte per cui mi limito a sconsigliarne l’uso. Anche la benzina raffinata, detta anche trielina, usata come smacchiatore di vestiti ecc. può dare risultati spiacevoli. Ovvio non tentare di usare benzina per auto o per altri usi che possono ungere la composizione di un francobollo. Le benzine vendute da varie ditte filateliche non mi hanno mai dato i risultati soddisfacenti, che cercavo.
Dietro consiglio del compianto ing. Alberto Diena, ho iniziato ad usare la benzina speciale per gli accendini, che tra l’altro ha il gran vantaggio di avere innestato un contagocce dalla facilità di controllo. Perciò consiglio di rifornirsi dal primo tabaccaio vicino a casa. Non importa se da uno distante.

Per esaminare le filigrane di francobolli usati per comodità usualmente si usa la benzina anche se la cosa potrebbe essere fatta con qualche goccia di acqua. L’uso della benzina è indispensabile per esaminare le filigrane dei francobolli nuovi. Infatti la benzina non scioglie alcun collante a base acquosa usata per l’allestimento dei valori postali. Attenzione solo ai valori nuovi con gomme biadesive abbastanza in uso dalle poste d’oggi (esempio i postaprioritaria). Nasce la considerazione che se si desidera lavare e ripulire tali valori usati dal collante d’origine lo si potrà fare con benzina.

Usiamo la benzina ed Incominciamo a scoprire se un esemplare presenta qualche assottigliamento. Sistemare il francobollo da esaminare a faccia in giù nella vaschetta a fondo nero (meglio usare sempre una in ceramica e non in plastica come quelle che oggi vengono chiamate pomposamente filigranoscopi) e aggiungere alcune gocce di benzina fino ad inumidirne l’intero dorso. La presenza di macchie più scure denota che in quei punti vi è un assottigliamento o mancanza di carta. Se tali macchie corrispondono all’esistenza della prevista filigrana tutto è ok, ma se tali macchie scure sono in zona diversa, o di disegno differente, significa che lì vi è una abrasione o un assottigliamento della carta. Il francobollo è da giudicare difettoso e perciò di valore nullo o molto, molto ridotto.

Controlliamo ora se il francobollo da esaminare non ha subito riparazioni. Alcune piccole rotture o abrasioni o tagli eccessivi di margini, specie nei valori non dentellati, hanno ridotto alcuni francobolli pregiati ad esemplari detti di seconda scelta il cui valore commerciale oscilla tra il 2 ed il 6% della quotazione di catalogo. La qual cosa ha solleticato alcuni personaggi a sottoporre quei francobolli difettosi ad una specie di microplastica chirurgica. Minuziosi ritagli, anche di parte di altri valori uguali, e successive abili manipolazioni hanno truccato esemplari di seconda scelta rendendoli appetibili all’inesperto che probabilmente li acquisterà a prezzo da lui ipotizzato come grande affare. Usualmente l’esistenza di uno di questi trucchi viene rilevato da un perito… però, però vi sono periti che riconoscono di aver fatto in gioventù tali manipolazioni … e li hanno poi firmati ?
Meglio perciò comunque fare l’esame di persona. Risistemiamo il francobollo a faccia in giù nella vaschetta ed inumidiamolo con qualche goccia di benzina. Se appaiono zone più chiare significa che, presumibilmente, vi è stata fatta una riparazione. Bisogna solo fare attenzione che l’esame deve essere fatto abbastanza velocemente poiché con la penetrazione totale della benzina nei vari strati della carta tale parziale zona chiara può scomparire dalla vista. Infatti non è la presenza di altro tipo di carta o di particolare collante che ci segnala la differenza di tonalità di una riparazione, ma è proprio il tempo necessario alla penetrazione del bagnato. Meglio, in caso di dubbio, attendere che il valore da esaminare sia ben asciutto e poi rifare l’esame.
Tengo a sottolineare che per tale operazione di un francobollo usato si può ricorrere ad un normale lavaggio ad acqua. Però bisogna tenere presente che molte riparazioni si sfaldano in acqua e così ci si ritrova in mano un antico rottame con dei pezzetti di carta anonimi e si perde anche il valore della II scelta.
Faccio qui un piccolo passo a lato e vi segnalo che una macchia di unto si può vedere in controluce con il francobollo asciutto, mentre, se si inumidisce tale francobollo con benzina, la zona macchiata scompare alla vista. Lo ricordo perché vi sono alcuni casi e con particolari accorgimenti nei quali è possibile togliere definitivamente tali macchie di grasso senza danneggiare il francobollo. Chiedetemelo e ve lo spiegherò. O ve lo dirò quando scriverò alcune dritte.

Vi sono altre utilità che ho esperimentato con la benzina.
Un francobollo nuovo lasciato all’aperto per qualche tempo potrebbe risultare impolverato ma soprattutto potrebbe essere esposto, specie se in ambiente umido caldo, all’attacco di certi germi che si installano tra la carta e la gomma e producono le antipatiche e demonetizzanti macchie gialle ben visibili al retro. Tali macchie sono il risultato del loro ciclo biologico. Un bagno un po’ prolungato in benzina può servire a distruggere tali colonie di germi. Si potrà fermare l’allargamento di tali macchie gialle ma la benzina non sarà utile a togliere quel segno della loro precedente presenza. Segnalo che i francobolli collezionati in un certo tipo di classificatore possono incorrere in uguale danno: ne parlerò quando affronterò i problemi della conservazione dei francobolli.

Un francobollo nuovo, oggi, in seguito a diversi interessi commerciali, deve essere munito dell’intera colla d’origine intatta (filatelicamente, in questo caso, viene definito «integro»). Un francobollo con traccia o presenza di linguella viene oggi deprezzato del 50-75%. Le linguelle (o linguette) sono dei piccoli pezzetti di carta pergamino trasparente, ancor oggi usati per applicare i francobolli usati sui fogli da collezione. Nei tempi passati, fin verso il 1950, le linguelle venivano adoperate per applicare anche i francobolli nuovi sugli album tradizionali che ancora non erano muniti dei particolari supporti detti taschine.
La domanda che mi pongo è che se i collezionisti avevano montato le loro collezioni di francobolli nuovi in album (e si può dire che tutti fecero così) mi chiedo da dove saltano fuori oggi tanti francobolli con gomma integra??? Piccole scorte in fogli erano in mano a pochi qualche – pochissimi – commercianti o a personaggi allora definiti grossisti.
La soluzione è semplice ed esprimo il mio parere anche se il mercato filatelico mi insulterà. Moltissimi francobolli sono stati riverginati (vi piace il termine? ) da alcuni abili manipolatori, magari sotto stipendio da ….
Personalmente ritengo che questa moda della verginità di un francobollo nuovo sia destinata a scomparire o ad essere fortemente revisionata proprio perché, lentamente, i francobolli con traccia di linguella man mano che passano nelle mani di … ritornano ad avere una gommatura da sogno. Prima o poi sul mercato non si potranno trovare più francobolli con traccia di linguella con la loro conseguente rarefazione.
Aggiungo tra parentesi che qualche anno fa ho trovato un collante speciale applicato su un lato di particolare carta biadesiva che, se applicata dietro un francobollo nuovo con gomma fresca di posta, può essere ristaccato, anche nel tempo, con un goccio di benzina senza che ciò lasci alcuna traccia sulla gommatura d’origine del francobollo. La qual cosa avrebbe rivoluzionato il settore delle edizioni di album filatelici che tra parentesi oggi per i loro costi esosi (con la scusa dell’esistenza di taschine) sono tra i maggiori nemici della diffusione della collezione di francobolli. Ma vari editori, non solo italiani, che avevo interpellato non vollero nemmeno fare una piccola prova …
Mi sono dilungato e mi sono un po’ perso e ve ne chiedo scusa.
Per riconoscere queste manipolazioni parziali delle gommature sovente è possibile essere aiutati da un sistema abbastanza banale e alla portata di tutti. Acquistate in farmacia del talco (non boro-talco che ha base assorbente che può sottrarre parte della colla ai francobolli) e con un pennello distribuitene un velo sul retro del francobollo nuovo da esaminare. Poi, sempre tenendolo con una pinzetta, versate alcune poche gocce di benzina sulla parte inferiore (dove presumibilmente non vi può essere stata una precedente linguella) fino a che si inumidisca tutto il francobollo. Esaminate ora il valore a luce radente ed eventuali piccolissime increspature potranno segnalarvi il preventivo passaggio di una mano abile. Ma vi sono altri sistemi per esame e ne parlerò in altra occasione.

Articolo di Giorgio Landmans


Il Postalista

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