di Felice Nicotera


USI E COSTUMI

Il covid-19 non ferma la solidarietà. Il Tampone sospeso è la bellissima notizia dei giorni scorsi che ci fa sentire orgogliosi di essere napoletani nell’animo e di amare questa città unica e stupefacente, soprattutto in questo triste periodo in cui tutti abbiamo bisogno di tanto cuore ed umanità.

Il Rione Sanità a Napoli ha inventato ed istituito il tampone sospeso, rubando il nome all’usanza nata alla fine della seconda guerra mondiale del “caffè sospeso”.

Il caffè sospeso (in napoletano ‘O cafè suspiso) è un’abitudine filantropica e solidale, un tempo viva nella tradizione sociale di Napoli. Viene posto in essere dagli avventori dei bar del capoluogo campano mediante il dono della consumazione di una tazzina di caffè espresso a beneficio di uno sconosciuto.

Quando un cliente ordina un caffè sospeso, si trova a pagare due caffè pur ricevendone uno solo. In questo modo, quando una persona bisognosa entra nel bar può chiedere se c’è un caffè sospeso: in caso affermativo, riceve la consumazione di una tazzina di caffè come se gli fosse stata offerta dal primo cliente.

Questa tradizione è stata un’usanza viva nella società napoletana per diversi anni, ma poi ha conosciuto un declino, anche se nel corso degli ultimi tempi è stata sostituita da tante altre generose iniziative.

Per chi non può, qualcun altro lascerà pagato in parte il tampone, affinché tutti abbiano la possibilità di curarsi. Perché non tutti possono farlo.

Da oggi, martedì 17 novembre, all’interno della basilica di San Severo fuori le mura, partirà una campagna di covid-screening: sarà offerta la possibilità a persone appartenenti a fasce sociali meno abbienti di potersi sottoporre all’esame al costo sociale di 18 euro. Una spesa che verrà abbattuta, grazie a chi vorrà supportare il progetto, donando tamponi a chi non può sostenerne il costo. Apprendiamo che ci sono già numerose adesioni.

L’idea è venuta ad Angelo Melone, presidente di “Sa.Di.Sa”. associazione che intende fornire un valido supporto nell’ assistenza sanitaria, promuovendo iniziative, attività di prevenzione e cura, convenzioni mediche ed aiuto nei casi di malasanità: “Siamo partiti dalla convinzione che per arginare il contagio è necessario una screening di massa da fare con prezzi accessibili. Da un’analisi dei costi abbiamo compreso che un tampone può essere venduto a 18 euro senza alcun fine di lucro perciò abbiamo scelto di offrire il servizio a questa cifra”. Melone conosce bene la situazione nella sua città e in Campania: fare l’esame in ospedale è quasi impossibile così come rivolgersi all’Asl significa attendere settimane prima di poter eseguire il tampone. Risultato: spesso chi se lo può permettere si rivolge ai privati dove il costo di un tampone arriva fino a 90 euro.


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