a cura di Antonio Esposito


Peppino Turco – Luigi Denza – 1880

Funiculì funiculà nata come una sorta di spot pubblicitario per invogliare i turisti ad utilizzare la funicolare per arrivare sul Vesuvio fu scritta, in un certo senso, da due “vacanzieri”.

Infatti, sia Luigi Denza, che risiedeva a Londra per esercitare la sua professione di direttore d’orchestra e professore di canto, che Peppino Turco, giornalista napoletano, residente a Roma, erano entrambi in vacanza a Castellammare di Stabia.

Il primo, nato proprio nella città stabiese, per motivi di svago, il secondo per problemi di salute.

Con questi presupposti sembra improbabile che gli autori abbiano potuto immaginare lo strabiliante successo che avrebbero ottenuto alla Festa di Piedigrotta

Funiculì funiculà è di fatto una delle canzoni più cantate al mondo. La sua melodia risultò subito coinvolgente e in breve ottenne un successo strabiliante, anche a livello internazionale. Con sommo piacere della casa discografica Ricordi che vendette oltre un milione di copie nel solo primo anno di pubblicazione .

Gli escursionisti hanno paura della funicolare

Un successo che arrivò persino a Richard Strauss che la incluse tra i temi della sinfonia Dall’Italia.

Al contrario non raggiunse lo scopo per cui era stata composta e non riuscì a dare impulso allo sviluppo economico della Funicolare.

Infatti, quando la canzone fu scritta, nel 1880, la Funicolare era stata inaugurata da qualche mese ma non aveva suscitato l’interesse sperato.

I motivi erano diversi. Dalla paura di utilizzare un mezzo troppo nuovo nella mentalità dell’epoca, ma anche per il desiderio di non voler rinunciare all’aspetto suggestivo di quella scalata. Infatti all’epoca si saliva a piedi o su somarelli, con tutt’altro fascino.

Avvenne così che quella che doveva essere un’opportunità di incremento per il turismo sul Vesuvio permettendo di arrivare, senza fatica, al cratere si rivelò un gigantesco flop.

Sostituita dalla seggiovia e chiusa definitivamente nel 1984

Il finanziere Oblieght, che aveva investito una cifra considerevole nei 10 anni necessari alla costruzione della funicolare decise di venderla nel 1886 ad una società francese che, dopo appena due anni la cedette alla britannica Thomas Cook & Son.

Cominciò così la travagliata storia della Funicolare del Vesuvio che si è conclusa definitivamente, passando anche attraverso due eruzioni, nel 1953 quando fu sostituita da una seggiovia fermata definitivamente a sua volta nel 1984.

Negli anni Novanta la Regione Campania, grazie ai fondi provenienti dai Mondiali di Calcio decise di ricostruire la funicolare per il notevole impulso che avrebbe dato al turismo.

L’architetto Nicola Pagliara realizzò anche il progetto. Poi, tanto per cambiare intervennero gli ambientalisti e finora non si è ancora riusciti a trovare un accordo.

Fonte : Napolinpillole , art. Enzo Abramo


Le pagine di “La canzone napoletana”

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