a cura di Emo & Ticon


Una coppia di amici si raccontano in modo satirico ed ironico reciprocamente le loro esperienze sui social e sulle chat per incontri dai due diversi punti di vista,maschile (Emo) e femminile (Ticon).


“Museo delle cere!” (Emo)

Una volta la chat (o sito di incontri) era un modo di socializzare e conoscere gente di tutti i ceti e i gusti. Vi era rispetto ed educazione ed anche chi frequentava queste risorse multimediali aveva una certa preparazione culturale con lessico totalmente corretto.

Poi c’è stato l’avvento e l’espansione dei “social” che hanno interpretato “alla lettera” l’idea di “libertà di parola e di stampa”. Tutti potevano esprimere il proprio pensiero attraverso scritti,audio e video. Come sempre accade in questi casi l’uso è divenuto un abuso utilizzato in gran parte da “utenti” senza capo e né coda,sgrammaticati e incapaci di portare avanti un ragionamento logico.

Ovviamente la ripercussione di questa “massa” si è avuta nei siti d’incontri e nelle chat di conoscenza.

Si nota che ,in particolare su alcuni “social” di largo consumo, la presentazione viene condita con immagini del profilo in cui si distinguono lineamenti e pose artistiche con minime sbavature. E fino a quando ci si limita a “postare” le proprie immagini (magari anche ritoccate – la tecnologia non costa nulla ed è piu’ economica di un intervento plastico!!!) non c’è nulla di male anche se i ritratti fotografici alle 7 del mattino con 3 chili di rossetto e mascara sugli occhi (ma vanno a dormire cosi’???) lasciano adito a qualche dubbio!!!???!!!

Il tutto diventa di qualità di pessimo ordine nel momento in cui tali immagini sono condite da frasi imbottite di espressioni inconcludenti e imbarazzanti grammaticalmente. Ed allora , miei cari amici,che cosa vi potete aspettare da un “app” o un sito web per fare conoscenze se le foto sono spesso falsificate,i pensieri sono da rabbrividire ed il copia-incolla certe volte è super-usato per semplificare l’adozione di alcune espressioni?

Non amo questa volta raccontare episodi perchè sarebbero tante le vicissitudini che mi sono state narrate. Si potrebbero raccogliere in un “museo delle cere” non solo per l’aspetto fisionomico ma in modo accentuato per quello espressivo, un fantastico un luogo in cui si narrano le stramberie di questa era “senza senso” che stiamo vivendo…

E magari già questa rubrica puo’ essere da stimolo e punto di partenza!

Ahimè…siamo messi proprio male!

Emo


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