a cura della Redazione GreenMe


Molte persone cercano partner compatibili con loro per carattere, gusti ed interessi. Un concetto assolutamente comprensibile e utile per renderci conto di cosa ci piace, ma molto meno utile quando si inizia a fare sul serio. Di fatto la compatibilità in amore potrebbe essere molto meno importante di quanto si pensa.

Di compatibilità si parla sempre molto: questo argomento è un evergreen che riaffiora costantemente quando si affronta il tema delle relazioni, soprattutto al loro stadio iniziale. Non è però sempre chiaro in cosa consista e quanto sia importante.

La psicologa Gabriella Gasperini, in un interessante articolo apparso tempo fa su La Repubblica, si chiedeva infatti: che cos’è davvero la compatibilità? Spesso viene confusa con un “incastro nevrotico”, ovvero una sorta di puzzle nel quale per miracolo dovrebbero incasellarsi interessi simili, età simile, simile lavoro, simili idee sull’amore e qualche tratto del carattere opposto ma complementare.

La compatibilità per come la pensiamo sarebbe, quindi, più un mito che una realtà e più un obiettivo che una base di partenza. E sembra, stando alle parole di Gasperini, che non sia nemmeno auspicabile averla.

All’opposto dell’idea di compatibilità, che porta al vagare per il mondo in cerca della persona “perfetta”, c’è l’idea di impegno, la quale porta a pensare che tendenzialmente chiunque, con il tempo e con la pazienza, possa diventare “quello giusto”.

Questa seconda idea, anche se è senz’altro più convincente, non dovrebbe essere seguita con troppa fiducia: di fatto, l’amore ha una sua chimica e, quando scatta, poco si può fare; se non scatta nulla, non è semplice costruire un rapporto duraturo. Insomma, va bene non cercare la compatibilità a tutti i costi, ma nemmeno pensare che chiunque possa fare per noi.

Secondariamente, l’impegno è utile quando è reciproco, e non può colmare tutte le mancanze. Se ci affidiamo ciecamente all’idea di impegno, infatti, finiamo per illuderci che sia possibile cambiare le persone e cambiare noi stessi, come se si trattasse di infilarsi un vestito nuovo.

La compatibilità si può costruire davvero, con il tempo e l’impegno; ma non risulterà mai essere quel genere di amalgama che sogniamo o del quale leggiamo sui giornali di astrologia.

Quindi? Che si fa? Forse semplicemente si potrebbe mettere un po’ da parte questo discorso o affrontarlo in modo un po’ meno serio, perché potrebbe essere fuorviante. In amore, di fatto, essere compatibili potrebbe contare molto, ma molto meno di quel che si pensa.

Il vivere bei momenti insieme, infatti, può essere più facile se si hanno interessi in comuni; eppure gli interessi comuni non creano compatibilità. Affrontare insieme le sfide e mantenere la passione è una questione più di intesa che di compatibilità. E così via.

Forse anziché chiederci se c’è compatibilità dovremmo fare più attenzione a vedere se ci sono attrazione, empatia e soprattutto prospettive relazionali simili. Fidiamoci, insomma, un po’ di più di quello che sentiamo e che vogliamo piuttosto che di ciò che possiamo programmare a tavolino. Parliamo più di intesa e meno di compatibilità.


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