a cura della Redazione Sportiva di Spazio Interattivo


Finalmente la Spagna, per troppi anni bella e mai vincente, si aggiudica il primo trofeo continentale dopo l’edizione del 1964 battendo in finale la mai doma Germania. L’Italia di Donadoni si arrende solo ai rigori proprio contro le Furie Rosse.

Dopo Belgio-Olanda del 2000, ancora una candidatura doppia per il torneo 2008. A vincere la concorrenza sono Austria e Svizzera. Le due nazioni si aggiudicate l’organizzazione dopo essersi confrontate con le altre candidature propostesi per ospitare la manifestazione: Grecia/Turchia, Scozia/Irlanda, Russia, Ungheria, Croazia/Bosnia ed Erzegovina e la candidatura nordica a 4 composta da Norvegia, Svezia, Danimarca e Finlandia. L’Austria si era già candidata in passato assieme all’Ungheria per ospitare gli Europei di calcio dell’edizione 2004, organizzazione poi affidata al Portogallo.

Alle qualificazioni prendono parte cinquanta squadre divise in sette gruppi: passano le prime due a cui vanno ad aggiungersi Austria e Svizzera quali paesi ospitanti. Rispetto all’edizione precedente quindi niente spareggi.
L’unica sorpresa arriva dal raggruppamento E dove Croazia e Russia estromettono l’Inghilterra. Decisiva la sconfitta patita a Wembley per 3-2 a favore dei croati nell’ultimo match di qualificazione.

Le sedici pretendenti al trono europeo vengono suddivise nel corso del sorteggio di Lucerna del dicembre 2007. Nel Gruppo A i padroni di casa della Svizzera si vedono affiancare da Repubblica Ceca, Turchia e Portogallo. Nel Gruppo B l’Austria se la vede con Germania, Polonia e Croazia. Il Gruppo C è il classico girone di ferro: l’Italia si ritrova con Francia, Olanda e Romania. Per chiudere, nel girone D i campioni in carica della Grecia devono difendere il titolo davanti a Svezia, Spagna e Russia.

L’ITALIA DI DONADONI

Dall’Europeo 2004 ne sono passate di novità in casa azzurra. Terminata l’esperienza con Trapattoni, la Federazione punta tutto su Marcello Lippi e sul suo plurivittorioso curriculum con la Juventus. Il nuovo tecnico rimette a posto i cocci della nazionale e la porta a trionfare nei mondiali tedeschi del 2006. Il tecnico però non ha dimenticato le polemiche della vigilia legate alle vicende di Calciopoli e, durante la prima conferenza stampa ufficiale al rientro in Italia, rassegna le sue dimissioni tra lo stupore generale.

Suo successore viene nominato Roberto Donadoni. Il 2 settembre 2006 iniziano le gare di qualificazione al campionato d’Europa 2008. L’inizio non è positivo: a Napoli gli Azzurri pareggiarono per 1-1 con la Lituania perdendo poi a Parigi per 3-1 contro la Francia, a quasi due mesi dalla finale del Mondiale. Dai turni successivi, però, giungono le prime soddisfazioni con Ucraina (2-0 a Roma) e Georgia (1-3 a Tbilisi), seguite dalle vittorie contro Scozia (2-0 a Bari), Isole Fær Øer (1-2 a Tórshavn) e Lituania (0-2 a Kaunas).

L’8 settembre 2007 la temuta sfida contro la Francia allo Stadio Meazza finisce con uno scialbo 0-0, ma subito dopo l’Italia riprende la sua serie di successi sconfiggendo Ucraina (1-2 a Kiev) e Georgia (2-0 a Genova). Il 17 novembre 2007, grazie alla vittoria per 2-1 contro la Scozia a Glasgow, dove non aveva mai vinto, la Nazionale azzurra ottiene il pass per gli Europei 2008 con un turno d’anticipo. La vittoria per 3-1 sulle Isole Fær Øer a Modena risulta ininfluente per la qualificazione. L’Italia chiude al comando del girone, davanti ai francesi.

IL GIRONE DEGLI AZZURRI

L’avvio della spedizione azzurra non è certo dei migliori: nel primo giorno di allenamento si infortunia il capitano Cannavaro che Donadoni rimpiazza convocando Gamberini. Il 9 giugno a Berna il primo turno del “girone di ferro” vede di fronte Italia e Olanda. Dopo un illusorio avvio, intorno al ventesino gli arancioni assumono le redini del match. Van Nistelrooy prende dimestichezza con la porta di Buffon, prima sfiorando un pallone di testa e poi correggendo in rete, da una posizione alquanto dubia, un tiro olandese scagliato in porta. Gli azzurri soffrono la velocità degli uomini di Van Basten e subiscono il contropiede avversario. E così Sneijder va in gol con un capolavoro di rapidità e coordinazione, al termine di un’azione in velocità. Nella ripresa in campo Grosso, Del Piero e Cassano. L’ingresso del barese, in particolare, dà spunto e vivacità per un attimo alla manovra azzurra, fino al colpo del ko firmato da Van Bronckhorst che chiude il match. Olanda-Italia 3-0.

Con la Romania l’imperativo è la vittoria. Donadoni cambia mezza formazione rispetto allo shock arancione di quattro giorni prima. Il primo tempo scorre senza reti, con gli azzurri che dominano ma non concretizzano. La ripresa comincia sulla falsariga del primo tempo. Ma al 10′ su un retropassaggio di Zambrotta per Buffon, Mutu si avventa sul pallone a anticipa il portiere bianconero per il vantaggio rumeno. Passano solo due minuti e, su azione di calcio d’angolo, Chiellini libera di testa Panucci davanti la porta e per il difensore giallorosso non è un problema mettere la palla alle spalle di Lobont. A dieci minuti dalla fine la Romania si vede concedere un rigore alquanto dubbio e ha la possibilità di estromettere l’italia dagli Europei. Mutu dal dischetto si lascia ipnotizzare da Buffon lasciando ancora speranza agli azzurri.

Tutte le paure legate al match decisivo contro la Francia subito fugate fin dai primi minuti: l’Italia è finalmente in palla e i blues di Domenech sono decisamente la brutta copia di due anni prima. Vantaggio azzurro al 25′: Abidal, subito espulso, spinge Toni in area francese. Batte Pirlo ed è 1 a 0. La seconda rete al 17′ del secondo tempo: Cassano procura una punizione, tocco per De Rossi che calcia potente. Henry, in difesa, ci mette la punta del piede e spiazza il proprio portiere: 2 a 0, partita chiusa e qualificazione ai quarti.

L’Italia di Donadoni schierata contro la Romania

L'Italia di Donadoni schierata contro la Romania

GLI ALTRI RAGGRUPPAMENTI

Gruppo A: Nella gara d’apertura del Campionato europeo di calcio 2008 la Repubblica Ceca sconfigge i padroni di casa della Svizzera per 1-0, con rete di Svěrkoš al 71′, mentre nell’altro incontro il Portogallo batte la Turchia per 2-0. Nella seconda giornata i portoghesi sconfiggono i rivali cechi per 3-1, qualificandosi con una giornata d’anticipo, mentre gli svizzeri vengono nuovamente sconfitti dai turchi per 2-1 nei minuti di recupero (decisivo Arda). Nell’ultima giornata, mentre la Svizzera batte il Portogallo 2-0 in una gara ininfluente ai fini della qualificazione, nella sfida Turchia-Repubblica Ceca i cechi si portano sul 2-0 all’inizio della ripresa. Sembra ormai fatta ma nell’ultimo quarto d’ora la Turchia che prima accorcia le distanze e poi. tra l’87’ e l’89’, realizza due gol che valgono la qualificazione ai Quarti di finale.

Gruppo B: La Croazia esordisce battendo 1-0 i padroni di casa dell’Austria capitalizzando un rigore di Modric dopo quattro minuti, e la Germania debutta superando per 2-0 la Polonia (doppietta di Podolski). Nella seconda giornata i croati battono i tedeschi 2-1 qualificandosi in anticipo, mentre Austria e Polonia non vanno oltre l’1-1. Nell’ultimo turno la Germania ottiene la qualificazione sconfiggendo l’Austria 1-0, mentre la Croazia chiude il girone a punteggio pieno battendo i polacchi con lo stesso punteggio.

Gruppo D: Il gruppo D si apre con la nettissima vittoria della Spagna per 4-1 contro la Russia (tripletta di Villa), mentre la Svezia supera agevolmente i Campioni in carica della Grecia per 2-0. Nella seconda giornata la Spagna batte gli scandinavi 2-1 con un gol al 90′ ancora con David Villa, qualificandosi, mentre la Russia supera i greci 1-0, eliminandoli dal torneo. Nell’ultima giornata la Spagna sconfigge la Grecia 2-1, mentre nello scontro diretto Svezia-Russia i russi, che devono vincere, superano in classifica gli svedesi per 2-0, qualificandosi ai quarti di finale.

La Spagna spadroneggia nel Gruppo D. Nella foto Fernando Torres e David Villa nel match contro la Russia

La Spagna spadroneggia nel Gruppo D. Nella foto Fernando Torres e David Villa nel match contro la Russia

QUARTI DI FINALE: SORPRESA TURCHIA

Al Prater di Vienna Italia e Spagna di giocano la semifinale. Tutte e due le squadre si temono e si rispettano, sembrano quasi essersi convinte che a decidere l’incontro possa essere un proprio errore più che un guizzo dell’avversario. Tutto il primo tempo scorre infatti in una fitta tela di passaggi orizzontali. Nella ripresa la musica non cambia, Donadoni inserisce prima Camoranesi per Perrotta e poi Di Natale per Cassano nella speranza di trovare il jolly che sblocchi il match. Si arriva così ai supplementari che scorrono via con la stanchezza che rende le gambe pesanti. Italia e Spagna si dividono un’occasione per parte. Nel secondo tempo supplementare Donadoni manda in campo anche Del Piero per Aquilani, ma non è tanto al gioco che pensa (e infatti non cambierà nulla) ma ai calci di rigore. Dagli undici metri De Rossi e Di Natale si fanno parare i tiri da Iker Casillas, mentre Cesc Fàbregas non sbaglia il rigore decisivo, portando la Spagna in semifinale. Azzurri e Donadoni a casa.

Tra Croazia e Turchia la spunta la squadra di Terim, specialista in miracolose rimonte, rigorosamente a tempo scaduto. La Croazia finisce come Svizzera e Repubblica Ceca, ribaltata quando pensava di avercela ormai fatta. Stavolta ci sono voluti i rigori ai turchi, ma la sostanza e’ la stessa: un’altra impresa e Germania raggiunta in semifinale, la prima di un Europeo. Dopo quasi 120′ i brutto gioco, a un minuto dal termine dei supplementari Ivan Klasnić porta in vantaggio i croati. Sembra fatta. Non e’ cosi’. Perche’ all’ultimo assalto Semih Senturk trova il tiro che vale l’1-1 e i rigori. Dal dischetto non c’e’ storia, la Croazia quasi nemmeno si presenta a tirarli i rigori mentre la Turchia fa 3 su 1 e va in semifinale.

Pazzesca qualificazione della Turchia. In svantaggio al 119' contro la Croazia, recuper al 120' e vince ai rigori

La Russia affronta a Basilea la favoritissima Olanda che si presenta con nove gol all’attivo, il primo posto nel girone e gli onori della critica. Contro la squadra di Hiddink però I meccanismi olandesi però non funzionano a dovere. All’11’ della ripresa la Russia passa in vantaggio con Pavlyuchenko. Semak si libera sulla sinistra e crossa al centro un pallone colto al volo dall’attaccante dello Spartak Mosca. La reazione olandese, seppur macchinosa, è premiata al 41′ con il colpo di testa vincente di Van Nistelrooy su uno spiovente dalla sinistra. Nei tempi supplementari l’Olanda non c’è e la Russia dilaga. All’8′ del secondo tempo supplementare il neo entrato Torbinski sigla il 2-1: grande azione di Arshavin sulla sinistra e il centrocampista mette dentro con qulache difficoltà. Tre minuti dopo Arshavin, lanciato direttamente da una rimessa laterale, si presenta davanti a Van der Sar e lo beffa per il 3-1 definitivo.

Spettacolare il quarto di finale tra Germania e Portogallo. I tedeschi appaiono subito in palla e al 22′ arriva l’1-0: Ballack e Podolski duettano a centrocampo, lunga fuga sulla sinistra del giocatore del Bayern e cross per l’accorrente Schweinsteiger che mette in rete. Il Portogallo è stordito: passano quattro minuti e gli uomini di Scolari beccano il 2-0. La rete nasce ancora sull’asse bavarese: punizione di Schweinsteigere Klose svetta in solitudine per il raddoppio. Ma il match non è chiuso e Nuno Gomes al 40′ dimezza lo svantaggio per i suoi. Nella ripresa parte meglio il Portogallo a al 16′ la Germania piazza il ko: Schweinsteiger pesca con una punizione Ballack che mette dentro di testa senza neanche saltare. Scorrono i minuti ma il Portogallo ci crede e al 42′ agguanta il 3-2 con Postiga. L’attaccante del Panathinaikos mette in rete di testa un cross di Nani. È la rete che ridà speranza ai portoghesi, ma nonostante i quattro minuti di recupero il risultato non cambierà.

Spettacolare la sfida tra Germania e Portogallo. Nella foto la rete di Ballack

SEMIFINALI: AVANTI GERMANIA E SPAGNA

La prima semifinale vede di fronte Turchia e Germania. I tedeschi partono contratti e la squadra di Terim passa meritatamente in vantaggio al 22′: cross di dalla destra, traversa di Kazim, la palla finisce sui piedi di Ugur Boral che da distanza ravvicinata beffa Lehmann sotto le gambe. Pareggio immediato della Germania al 26′ con un capolavoro di Schweinsteiger: bella azione di Podolski sulla sinistra, cross basso per Schweinsteiger che anticipa Mehmet Topal e beffa Rustu con un esterno destro sul secondo palo. Il primo tempo si chiude sull’1-1 ma i turchi possono recriminare per le occasioni sprecate. Nella ripresa Germania concentrata e Turchia nervosa. I bianchi prendono progressivamente il pallino del gioco e passano in vantaggio al 79′ con un perfetto colpo di testa di Klose su cross di Lahm. La Turchia si conferma squadra mai doma e pareggia all’86’ con Senturk. Quando ormai i i tempi supplementari sembravano inevitabili, al 90′ Lahm trova l’angolino sul primo palo e regala alla Germania la terza finale agli Europei. Questa volta non è riuscito il miracolo alla Turchia, che nonostante tutto esce a testa.

All’Ernst Happel di Vienna l’altra semifinale è Spagna e Russia. La gara è vivace sin dalle prime battute, anche se disturbata dalla pioggia. Al 4′ su un cross dalla sinistra, Sergio Ramos manca la deviazione in tuffo, due minuti dopo Torres da buona posizione calcia su Akinfeev che si salva in angolo. All’11 brivido per la Russia con il forte tiro dalla distanza di Villa, deviato in corner dall’attento portiere di Hiddink. Al 16′ si procura un calcio di punizione che Pavlyuchenko spedisce alto sopra la traversa di Casillas. Al 31′ splendida conclusione a girare di Pavlyuchenko deviata con la punta delle dita da Casillas. Aragones è intanto costretto al primo cambio al 35′: Villa, vittima di un problema muscolare, esce dal campo e cedeva il posto a Fabregas. Nella ripresa gli iberici si scatenano. Al 5′ passano in vantaggio con la deviazione volante di Xavi su cross dalla destra. Un minuto dopo tiro a girare di Torres verso il palo lontano con palla di poco fuori. Al 25′ forte conclusione dalla distanza di Fabregas deviata in corner da Akinfeev. Al 28′ il raddoppio degli iberici: Guiza raccoglie un perfetto assist di Fabregas e infila sul filo del fuorigioco il portiere russo. Al 36′ il tris che chiude il conto: ancora assist di Fabregas per Silva che controlla la sfera e piega l’incolpevole Akinfeev. La Spagna raggiunge così la Germania in finale.

La Germania agguanta al 90' la finale. La Turchia, vera sorpresa dell'Europeo, esce a testa alta

FINALE: IL TRIONFO DELLE FURIE ROSSE

Nella finale di Vienna i pronostici vedono in vantaggio la Germania. Il tecnico iberico Aragones è privo di Villa (infortunato) e preferisce giocare con il solo Torres davanti, schierando subito Fabregas che aveva fatto molto bene contro la Russia. Loew all’ultimo momento recupera Ballack: il capitano tedesco gioca regolarmente, il polpaccio non gli dà fastidio, fa dei buoni assist e manovra con disinvoltura.

La Germania comincia in avanti, tiene la Spagna nella sua metà campo, e se Klose delude in fase conclusiva, si danno invece molto da fare Podolski e Schweinsteiger sulla sinistra, ma la verticalizzazione si limita a qualche traversone. La Spagna si mantiene compatta, poi comincia a macinare gioco. Xavi è il fulcro, Ramos cerca inserimenti da destra, i centrocampisti si muovono su tutto il fronte avanzato e al 14′ Iniesta da sinistra tenta di servire Torres, ma una deviazione di Martesacker costringe Lehmann a un gran balzo sulla sinistra per mettere in angolo.

Quello degli spagnoli è un crescendo continuo. Al 22′ un triangolo Ramos-Fabregas-Ramos sfocia in un assist per la testa di Torres che schiaccia colpendo il palo basso alla destra di Lehmann, poi graziato (tiro fuori) da Capdevila. I tedeschi reclamano con Rosetti per due presunti mani di Puyol e di Capdevila. Al 33′ la svolta della partita: Xavi lancia a Torres che sulla destra lotta con l’impacciato Lahm, lo aggira e poi sull’uscita di Lehman colpisce da sotto, supera il portiere e mette nell’angolo opposto.

Nella ripresa Low sostituisce l’incerto Lahm con Jansen che, sempre sulla sinistra, se la vede con Iniesta. I tedeschi cercano di attaccare, ma col passar dei minuti la Spagna ricomincia a proiettarsi in avanti e Xavi in diagonale mette fuori rasoterra su input di Torres da destra all’8′. Poi un sinistro di Silva è deviato fuori da Torres che poco dopo costringe Lehmann a un’uscita spericolata. Low inserisce Kuranyi al posto di Hitzlsperger ma un diagonale di Ramos da destro tiene sul chi vive la difesa tedesca. Al 15′ una bella azione Jansen-Schweinsteiger consente a Ballack di andare (male) al tiro di destro e in seguito lo stesso Ballack costringe Casillas a un’uscita alta. Insomma, la Germania in qualche modo si fa pericolosa e allora Aragones inserisce Xabi Alonso per Fabregas.

La partita si è riscalda per una piccola testata di Silva a Podolski. Per evitare guai, Aragones lo sostituisce il suo giocatore con Cazorla. E subito dopo prima Xavi di testa, poi Iniesta sfiorano il gol. A questo punto la squadra di Loew butta sulla bilancia il suo maggior peso atletico. La partita cresce d’intensità e qualche azione in contropiede della Spagna mette in difficoltà la difesa tedesca.

Aragones ripropone Guiza al posto di Torres. Lehmann esce di mano sulla linea dei sedici metri (quindi in area). E la Spagna sfiora il secondo gol: testa di Guiza da sinistra e Senna non arriva a spingerla dentro. L’estremo tentativo dei tedeschi fallisce e gli spagnoli possono festeggiare con re Juan Carlos il ritorno dopo 44 anni tra i grandi del calcio europeo.

Fonti : UefaChannel, storiedicalcio