a cura della Redazione Spazio Interattivo


Vallerano è un piccolo borgo sui Monti Cimini, ogni anno ospita tantissimi eventi tradizionali, d’intrattenimento e gastronomici. E’ uno dei tre borghi in Agro Falisco sul confine meridionale dei Monti Cimini. Tra i prodotti ci sono la castagna di Vallerano, l’unica in Italia ad avere il marchio DOP, vino e nocciole. Un altro prodotto da menzionare e provare è la buonissima porchetta di Vallerano.

Il paese è celebre per diversi eventi. Per esempio lo spettacolo di fuochi d’artificio durante le feste patronali è tra i più importanti del Centro Italia, rinomato per la lunghezza e la varietà dei fuochi. Ad agosto c’è la Notte delle Candele, un evento di grande successo che ogni edizione accoglie una folla di visitatori. Vallerano ospita diverse chiese da visitare, tra cui il Santuario della Madonna del Ruscello. Nei pressi del borgo ci sono boschi di castagni secolari, numerosi sentieri che conducono a eremi e grotte, quali l’eremo di San Leonardo e quello di San Salvatore, oltre alle grotte dei Quadratini e dei Finestroni.

La storia di Vallerano
I primi segni di civiltà a Vallerano risalgono all’Età del bronzo. Dopodiché troviamo tracce etrusche e falische. Siamo in una zona di confine tra Agro Falisco e Tuscia, in cui le due civiltà amiche si influenzavano a vicenda. L’abitato ancora oggi conserva la sua struttura medievale. Dopo la sconfitta etrusca nella Battaglia del Lago Vadimone, nel 300 a.C, il centro passa sotto il dominio romano, per poi essere semi-abbandonato durante le invasioni barbariche.
Il nome precedente di Vallerano era Valeriano. Dopo l’ottavo secolo il territorio subisce diverse riorganizzazioni, il potere della Chiesa cresce insieme alle sue proprietà. Vallerano dunque entra a far parte del Patrimonio di San Pietro, con l’atto di donazione di Adriano IV, tra il 1154 e il 1159. A questo evento, seguono altri passaggi, scambi e ritorni di proprietà: tra Viterbo, i Prefetti Di Vico e gli Orsini. Seguono altre vicende e proprietari, come l’Ospedale Santo Spirito in Sassia e poi lo Stato Pontificio. Intorno al 1500 viene assegnato alla proprietà della Camera Apostolica, dopodiché passa a Pier Ludovico Borgia e, infine, ai Farnese, con Ranuccio il Vecchio. Quando il Ducato di Castro viene sconfitto, Vallerano torna proprietà dello Stato della Chiesa intorno al 1785. Nel 1870 Vallerano entra nel Regno d’Italia.


Santuario della Madonna del Ruscello

La chiesa fu edificata interamente grazie al finanziamento del cardinale Odoardo Farnese, signore del Ducato di Castro, nel cui territorio era compresa Vallerano. L’architettura delle piante e dei prospetti sono attribuiti a Jacopo Barozzi da Vignola[1], in seguito, secondo alcune recenti fonti documentarie[2], sembra che il progetto iniziale fosse da attribuire a Girolamo Rainaldi. La costruzione dell’edificio sacro fu iniziata nel 1604, sopra una preesistente cappella ove era custodita un’immagine miracolosa della Madonna, successivamente inglobata nella nuova chiesa. «Un cartiglio sulla facciata porta questa iscrizione: MDCIV Inceptum – MDCIX Absolutum»[3]. Nel 1606, ad opera dell’architetto farnesiano Ascanio Rossi, fu innalzata l’antica cappella al livello dell’edificio attuale. Intorno al 1620 fu terminata la cupola, costruita su disegno di Giovanni Maria Benazzini. L’edificio fu benedetto nel 1648 e infine consacrato il 10 dicembre 1723 dal vescovo Francesco Tenderini. Uno degli elementi di maggior rilievo che si trovano all’interno del santuario è il grande organo costruito agli inizi del XVII secolo. Presso la chiesa della Madonna del Ruscello il compositore Paolo Agostini ebbe forse il primo incarico musicale, secondo quanto riportano varie biografie sul musicista.


Grotte ed eremi

Una facile escursione che conduce, attraverso castagneti e boschi bellissimi da visitare in autunno, all’Eremo di San Leonardo, luogo magico e panoramico, dalla storia antica. Eremo rupestre scavato nel tufo, ospitava comunità monastiche, benedettine, presenta ambienti a uso sia liturgico sia per la lavorazione della canapa. Si trova in località “La Stufa“, tra i monti Cimini sul cratere del vulcano di Vico, immerso in un ambiente caratterizzato da castagneti secolari. Visto dall’esterno l’insieme è molto pittoresco per il contrasto di colori tra la roccia e il bosco e per la presenza di ampi finestroni. Si sottolinea l’assenza totale di documentazione per quello che riguarda il complesso e soprattutto la chiesa, della quale, in realtà, è ignota anche la dedica, che la tradizione locale attribuisce a San Leonardo. Il complesso rupestre si articola su tre livelli sovrapposti

 Fonte : “inagrofalisco”