a cura di Antonio Esposito


Libero Bovio – Gaetano Lama – 1917

Al Salone Margherita, così intitolato in onore della Regina, approdò in Italia il Cafè Chantant che con le sue ballerine di can can  divenne il simbolo della Belle Èpoque partenopea.

Il Salone Margerita era una trasposizione quasi perfetta di un locale di cafè chantant parigino. Persino i camerieri parlavano in francese e tutti gli artisti francesizzavano il proprio nome.

Ma su quel palcoscenico si sono esibite anche stelle di prima grandezza come Raffaele Viviani, Ettore Petrolini, la Bella Otero, Lina Cavalieri e tanti altri.

Libero Bovio si ispirò ad una ballerina di questo teatro per dare vita ad una canzone che musicata da Gaetano Lama rappresenta un’altra perla del patrimonio musicale napoletano: Reginella.

Reginella è una ragazza che ha perso la sua semplicità scegliendo di diventare una sciantosa. Ovviamente parla francese, frequenta persone raffinate e veste con ampie scollature.

A distanza di quasi un secolo Reginella conserva intatto il suo fascino e la simpatia del personaggio. Infatti, in una fiction televisiva di grande successo, Capri, la protagonista si chiama proprio Reginella.

Senza dimenticare che la canzone ha fatto da colonna sonora al film di Lina Wertmuller tratto dalla commedia di Eduardo De Filippo, Sabato, domenica e lunedì.

Pubblicata nel 1917 dalla casa La Canzonetta, di Francesco Feola, divenne nell’anno successivo un cavallo di battaglia di Gilda Mignonette, il cui vero nome era Griselda Andreatini, per cui si comprende bene la necessità di un nome d’arte. Bravissima cantante e sciantosa nella realtà era l’interprete ideale per una ispirata da un’aspirante sciantosa come Reginella.

Fonte : Napolinpillole , art. Enzo Abramo


Le pagine di “La canzone napoletana”

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