a cura di Italiadelight e E-borghi


Situato nell’Alto Molise e al confine con l’Abruzzo, in provincia di Isernia, circondato dalle montagne ed affacciato sulla spettacolare valle del Sangro, Pescopennataro è un borgo microscopico quanto stupefacente, a partire dal suo particolare nome. Quasi nascosto dalle rigogliose foreste di abete bianco, ma in una posizione dominante e un tempo strategica per la difesa del territorio, Pescopennataro è un borgo che offre molto a chi sceglie di visitarlo in qualsiasi stagione dell’anno. Percorsi escursionistici nella tranquillità di una natura florida, una ricca tradizione di artigianato e scultura locale, scorci magici ed un silenzio quasi sovrannaturale, come quello che impreziosisce tutta la valle del Sangro.

Il nome del borgo
La denominazione del borgo deriva dal latino ‘pesculum’, che significa roccia, come la caratteristica formazione rocciosa che sovrasta il paese e che pare proteggerlo quasi maternamente, e ‘pinnataro’, ovvero appuntito, forse un riferimento alla tipica forma delle conifere di cui è ricco il territorio.

Cosa vedere nel borgo di Pescopennataro
Pescopennataro, con soli 200 abitanti, è un borgo molto piccolo e andare alla scoperta del suo centro storico in una sola giornata è assolutamente fattibile.
Cosa vedere nel borgo di Pescopennataro? Indubbiamente, nel centro storico, degna di nota è la Chiesa parrocchiale dedicata a San Bartolomeo. Quella che potete ammirare non è la costruzione originale, devastata da un terremoto nel 1400, ma la sua ricostruzione nel XVI secolo. Al suo interno è custodito lo splendido altare maggiore e un ciborio di legno dipinto d’oro davvero pregevole. Alla chiesa si accede lungo una salita breve, passando sotto la cosiddetta ‘Porta di sopra’, una bella arcata medievale originale. Della ‘Porta di sotto’ invece, dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, son rimaste solamente macerie.

Nella piazza più moderna del paese si trova la Chiesa della Madonna delle Grazie, ad una sola navata, che ospita la particolare statua di Santa Margherita d’Antiochia.
In Piazza del Popolo è possibile ammirare la Fontana del Popolo, scolpita dall’architetto De Lallo nel Settecento, uno degli scalpellini più famosi di quel secolo. Degno di nota anche il Belvedere del Guerriero Sannita, che un tempo ospitava la statua di bronzo del guerriero e oggi invece è un punto panoramico che abbraccia la vallata sottostante.

Oltre alle chiese e ai bellissimi scorci sulla valle del Sangro, Pescopennataro ospita anche il Museo Civico della Pietra ‘Chiara Marinelli’. Per comprendere l’importanza di questo luogo culturale bisogna approfondire la storia del borgo: Pescopennataro, noto anche come ‘Il Paese della pietra’, è infatti un centro famoso per la sua lunga tradizione di scultura e per l’importante scuola artistica degli scalpellini che qui ha avuto inizio sin dal 1700, codificando una storia secolare di abilità e genio artistico.
Il Museo della Pietra è quindi uno dei fiori all’occhiello non solo del borgo, ma anche del Molise e dell’Italia intera, e ospita una ricca collezione di 1600 manufatti circa, divisa in due sezioni: una dedicata all’evoluzione dell’arte della scultura nella storia, e una invece dedicata agli artisti e scalpellini originari di Pescopennataro. Fra i migliori souvenir da portare a casa dopo una visita al paese, quindi, annoveriamo quelli che possono essere acquistati nel Museo, il cui ingresso costa solamente € 1,00.

Percorsi naturalistici a Pescopennataro: quali scoprire
Pescopennataro è, come abbiamo anticipato, un borgo immerso nella natura, con un legame davvero molto forte con il suo territorio, le sue montagne e i suoi boschi. I dintorni del paese sono ricchi di itinerari e percorsi affascinanti e alla portata di tutta la famiglia fra pinete e faggeti, ma anche di vie ferrate molto famose che richiamano appassionati di alpinismo e arrampicata sportiva da tutta l’Italia. Fra i siti d’interesse naturalistico più importanti nel territorio di Pescopennataro possiamo ricordare il Bosco degli Abeti Soprani, caratterizzato dalla presenza dei rari abeti bianchi, e il Bosco di Vallazzuna.

Fra i percorsi da visitare nella natura citiamo la pineta nota come ‘Bosco dell’Impero’ alla quale si può accedere anche dalla pista ciclabile o dal sentiero di Viale Leonardo da Vinci. Lungo la pineta sono collocate diverse statue ispirate all’opera più famosa di Carlo Collodi, Pinocchio, tanto che questa località si è anche guadagnata il nome di ‘Parco di Pinocchio’. Le sculture risalgono al 2008 e sono state realizzate da tanti artisti diversi, che hanno voluto ricreare un parco a tema affascinante e originale ma allo stesso tempo rispettoso dell’ambiente.

Infine, fra i percorsi naturalistici più belli e facili dei dintorni possiamo citare il sentiero che collega Pescopennataro alla località Rio Verde, nota per le sorgenti di acqua oligominerale e raggiungibile anche in automobile.

Cosa fare a Pescopennataro: tra leggende, eventi e tradizioni
Nonostante sia un borgo molto piccolo, Pescopennataro fa parte del circuito ‘Borghi autentici d’Italia’, un’associazione che mira a garantire per i paesi che vi aderiscono uno stile di vita e un modello di sviluppo sostenibile, attento tanto alla tradizione e alla storia del luogo quanto al rispetto del contesto naturale nel quale si inserisce.
Pescopennataro, infatti, è molto legato alle sue leggende e tradizioni, rendendolo così un paese sempre vivo per il turismo e ricco di folclore.

Fra le leggende del borgo possiamo ricordare quella legata alla storia di San Luca. La leggenda racconta che il santo, durante il suo lungo viaggio da Roma fino alla Terra Santa nel 60 d.C., decise di fermarsi a Pescopennataro per riposare ed è qui che venne eretto un bellissimo eremo immerso nel bosco, scavato direttamente nella roccia calcarea. All’interno di questa chiesa rupestre unica nel suo genere hanno soggiornato, fino al 1900, diversi eremiti; durante la Seconda guerra mondiale, venne addirittura usata come rifugio per i soldati.

La tradizione locale legata al Santo si rinnova ogni anno il 10, 11 e 12 settembre. Come da tradizione, il pranzo dev’essere a base di carne d’agnello arrostito alla brace. Nel pomeriggio, il Quadro di San Luca viene prelevato dalla Cappella nel Bosco e portato in processione alle porte del paese, in località “Preziosi”, dove viene lasciato fino all’imbrunire. Al tramonto, a seguito dei fuochi pirotecnici, il quadro viene trasportato nella Chiesa Madre di San Bartolomeo Apostolo, in cui viene accolto con la celebrazione della Santa Messa e dove vi rimane fino al 18 ottobre.
Il 18 ottobre, alle ore 14.00, in processione, il quadro di San Luca viene riportato nella sua Cappella, nel “Bosco Abeti Soprani”. Per raggiungere l’Eremo di San Luca è possibile percorrere il sentiero n. 311 dell’Alto Molise, piuttosto ripido ma non eccessivamente difficile.

Il 16 gennaio, invece, si festeggia Sant’Antonio Abate. Per l’occasione viene acceso un grande falò in Piazza del Popolo, attorno al quale vengono degustate pietanze tipiche locali come cotiche e fagioli, pizza di polenta coi cigoli, soppressata, salsiccia di carne e di fegato arrostita sulla brace, vin brulè.

In estate, dal 1° luglio al 31 agosto, si tiene l’Estate pescolana: escursioni guidate, sagra della lesca cincialosa e della scamorza, giochi popolari, serate danzanti, teatro all’aperto, festa dell’anziano, staffetta mista (ski-roll, mountain bike, podismo), arrampicata sportiva, concorso di scultura live, mostra mercato della lavorazione della pietra. Si tratta di una serie di eventi e di manifestazioni, intervallati anche da giochi tradizionali ed attività sportive.

Tipicità gastronomiche di Pescopennataro
Pescopennataro è una comunità di montagna, fortemente ancorata alle sue tradizioni agricole e gelosa della sua identità molisana, sebbene la cucina del luogo abbia comunque subito contaminazioni ed influenze dovute alla vicinanza con l’Abruzzo. Fra i piatti tipici della gastronomia locale annoveriamo la carne rossa, specialmente l’agnello e i salumi. Anche i formaggi tipici tra cui la mozzarella di bufala, il caciocavallo e le ‘pallotte cacio e ova’. Fra le specialità, ricordiamo anche il famoso tartufo molisano. Da citare anche l’olio extra vergine di oliva, che qui viene prodotto da secoli grazie anche ad una felice combinazione di elementi climatici e conformazione orografica del territorio.