di Antonio Esposito


Il repertorio classico della canzone napoletana va dagli inizi del XIX secolo fino all’immediato secondo dopoguerra del XX.
Generalmente definita musica tradizionale o popolare ha acquisito nel tempo la qualifica di musica colta secondo alcuni musicologi.Hanno contribuito a questo salto di qualita’ gli autori,poeti ed artisti che si sono cimentati nella composizione di canzoni ponendo le basi della classica “canzone napoletana”.

In questa rubrica citeremo via via alcune fra le piu’ note melodie partenopee.
Seguiremo un filo conduttore con vari riferimenti ai periodi di cui sopra.
Vincenzo D’Annibale e Libero Bovio scrivono nel 1925 una delle canzoni piu’ rappresentative di Napoli:”‘O paese do’ sole”
E’ questo il periodo in cui le canzoni napoletane,come quelle in lingua italiana,erano intrise di pessimismo e drammatismo.
Il testo racconta di un emigrato che ha scelto di ritornare nella sua Napoli anche a costo di andare incontro ad una vita di stenti.La sua casetta a Posillipo,allora non era il quartiere esclusivo di oggi,l’aria di Napoli ed il suo mare gli basteranno per vivere felice.
Questa canzone,come tante altre di cui parleremo nei prossimi appuntamenti,e’ entrata nel repertorio di numerosi cantanti,anche lirici,di fama mondiale.Solo per dare l’idea:Luciano Pavarotti,Mario del Monaco,Claudio Villa ma anche artisti stranieri hanno interpretato questo brano.Come vedremo in seguito,le piu’ conosciute canzoni napoletane non sono sfuggite all’attenzione dei grandi della musica leggera mondiale.
Una curiosita’,la frase che segue e’ la fine della prima strofa del brano.E’ riportata incisa su di una pietra alla testa dei binari della stazione centrale di Napoli.Quantomeno c’era fino all’ultima volta che ci sono stato.

“‘O treno steva ancora ‘int’ ‘a stazione quanno aggio ‘ntiso ‘e primme manduline.”


Le pagine di “La canzone napoletana”