a cura di Sigfrido Junior Hobel (Project Tuscia)


Norchia è celebre per le sue grandi necropoli, tra le più grandiose e suggestive della Tuscia.  
L’area di Norchia è stata abitata fin dall’epoca del Bronzo Medio, come è dimostrato dalla presenza di sepolture a grotticella in località Piano del Casalone, ed è stato confermato dai ritrovamenti fatti durante gli scavi condotti negli anni ’70 del secolo scorso, che hanno riportato alla luce fondi di capanne lungo il lato orientale della collina, segno indelebile dell’esistenza di un antichissimo abitato tipico della civiltà appenninica.
Il nome Norchia è derivato dal nome etrusco Urcla o Orcla; l’insediamento etrusco, di cui si hanno pochissime notizie, sorgeva su uno sperone tufaceo delimitato a ovest dal torrente Biedano e ad est dal fosso Pile.
A partire dal IV a.C., in coincidenza con la fase di maggiore floridezza dell’abitato etrusco, si ebbe la realizzazione delle più celebri e monumentali tombe della Necropoli di Norchia, a questa fase appartiene inoltre il maggior numero di testimonianze archeologiche, come i resti ceramici e le imponenti opere di ingegneria (il lungo fossato artificiale e la muraglia a grandi blocchi di tufo squadrati posti a protezione dell’insediamento).
Il periodo d’oro di Norchia durò fino al II a.C., successivamente il centro fu assegnato al municipio romano di Tarquinia, perdendo gradualmente di importanza.
Nel periodo alto-medievale si ebbe un nuovo periodo di benessere, testimoniato da numerosi e notevoli edifici come il castello dei di Vico e le chiese di San Pietro e di San Giovanni.


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