a cura del Dr. Claudio Pagliara – Oncologo, esperto di Medicina Olistica


Mettersi in competizione con il resto del mondo

Hai mai fatto caso a quante energie consumiamo per valutare ciò che fanno gli altri e cercare delle strategie per superarli? Tutto per cosa? Per vincere una competizione! Essere definiti “competitivi” piace a tantissime persone, soprattutto nel mondo occidentale; fa sentire “fighi”…

Competizione: significato

Ma cosa significa essere competitivi?

Competere deriva dal latino cum = con, assieme e petere = dirigersi verso, cercare; significa, quindi, andare insieme, convergere verso il medesimo punto.

Come ti dicevo, la società moderna ha eliminato l’aspetto collaborativo insito nel termine lasciando intendere che l’importante sia superare gli altri.

In realtà, come l’etimologia della parola ci suggerisce, la competizione non è un male di per sé, anzi…

Buona o cattiva competizione?

Quella che possiamo definire come cattiva competizione implica il fatto di vincere a tutti i costi, primeggiando sull’altro.

Mentre, una buona competizione è legata all’idea di raggiungere un obiettivo e può tirare fuori il meglio da un individuo che acquisisce motivazione per superare i propri limiti.

Nel primo caso, le persone competitive tendono ad essere ambiziose, egocentriche, a volersi affermare a qualsiasi costo.

Ma queste persone spesso nascondono meccanismi legati ad una bassa autostima; un modello mentale nel quale se io sono bravo e riesco a raggiungere un certo risultato, dimostrando di essere migliore degli altri, sarò accettato e amato.

Questo atteggiamento porta spesso grande frustrazione in quanto, nella quotidianità, è facile incappare in sconfitte o fallimenti (abbiamo parlato del concetto di fallimento nell’articolo precedente);di conseguenza, il non sentirsi meritevoli di accettazione e amore, diventa sempre più forte.

È così che inizia una “guerra per la realizzazione”, perché nulla è più importante del sentirsi amati. Inoltre, in questo tipo di competizione c’è sempre chi vince e chi perde e, quindi, ci sarà sempre una persona infelice. Ma come può la felicità di una persona basarsi sull’infelicità dell’altro?

Buona competizione

L’esercizio per crescere in armonia

Per questo, ti pongo una domanda: “essere amato” è un’azione che tu puoi fare oppure è una sensazione che deriva dall’azione di un altro?

Amare è una cosa che tu puoi fare, è l’atto che ti permette di cambiare il mondo passando da una logica di competizione ad una di cooperazione e collaborazione.

Amare è l’atto che permette a tutti di vincere e crescere.

Un semplice esercizio potrà aiutarti a crescere in armonia:

  1. Scrivi su un diario tutto ciò che ritieni bello di te, osserva gli ambiti e le situazioni in cui ti senti in gamba, ti senti bravo.
  2. Poi, osserva gli ambiti e le situazioni in cui senti che gli altri sono migliori di te e scrivi in cosa tu puoi migliorarti un piccolo passo per volta.

Così giorno dopo giorno potrai valutare i tuoi miglioramenti.

La metafora dei palloncini

“Un professore, in una classe, portò dei palloncini per un’attività di gruppo.
Ne fu dato uno ad ogni studente, che doveva gonfiarlo e scriverci il proprio nome.
Poi tutti i palloncini furono raccolti e messi in un’altra stanza.
Ai ragazzi furono dati 5 minuti per ritrovare il palloncino col proprio nome.
Malgrado il caos di una ricerca frenetica, nessuno trovò il proprio palloncino.
Al quel punto, il professore chiese agli studenti di prendere un palloncino qualsiasi e di consegnarlo alla persona il cui nome era scritto sopra.
Nel giro di 5 minuti, ciascuno aveva in mano il proprio palloncino.
Allora il professore disse: Questi palloncini sono come la felicità.
Non la troveremo mai se ognuno cerca solo la propria.
Ma se ci preoccupiamo di quella altrui…troveremo anche la nostra.”

Articolo a cura di Natale Petti


Profilo del Dr. Claudio Pagliara

Claudio  Pagliara  nasce il 16 Agosto del 1952 a San Vito dei Normanni, piccola cittadina della provincia di Brindisi, dove attualmente vive e svolge l’attività di medico di medicina generale e di specialista in Oncologia. Avendo la passione per la medicina si impegna con entusiasmo e determinazione negli studi. Impara molto sui banchi di scuola e soprattutto  dell’Università di Bologna, dove si laurea nel 1978 con 110 e lode, dopo aver superato tutti gli esami, ad eccezione di uno, con il massimo dei voti. Ancora studente cura insieme alla dott.ssa Montanari Nicoletta, nel 1977, il primo libro scientifico in Italia sulla  “Tossicità dei farmaci” edito dalla CLUEB (Cooperativa Libraria Universitaria Editrice di Bologna) che ha avuto notevole successo. Infatti è stato più volte ristampato e usato in diverse Facoltà di Medicina e Chirurgia. E’ stato, in qualità di oncologo, Consulente tecnico d’Ufficio del Tribunale di Brindisi. Presidente del L’ARCA (Associazione di Assistenza e di Ricerca sul Cancro) ha assistito gratuitamente centinaia di pazienti con tumore in fase terminale.

Ha effettuato numerose pubblicazioni scientifiche, è stato relatore in un gran numero di convegni scientifici ed ha svolto diverse docenze. Ha svolto, come “mmg” (medico di medicina generale) autorizzato a condurre sperimentazioni cliniche, attività di ricerca, in uno studio multicentrico, dal titolo “Rischio&Prevenzione”, della durata di 5 anni, per l’Istituto Mario Negri . I risultati sono stati pubblicati anche su una delle più prestigiose e autorevoli riviste medico-scientifiche come il il New England Journal of Medicine. Ha svolto attività di ricerca con La Fondazione Europea di Oncologia e Scienze Ambientali “B. Ramazzini”, finalizzata alla realizzazione di alcuni registri tumori. E’ stato, inoltre, componente del Comitato Scientifico Nazionale della Legambiente, capo scout, medico volontario in Kenia e medico volontario presso una comunità per tossicodipendenti : La ComunitàEmmanuel. Ha istituito, in collaborazione con la Fondazione Europea di Oncologia di Bologna, il Gruppo Oncologico dell’Italia Meridionale ed altri, il Registro Tumori del Comune di San Vito dei Normanni dal 1960 e del Comune di Brindisi dal 1990.


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