a cura della “Redazione Storia & Ricorrenze”


Non sono ancora le 9 in una mattina di fine estate, a New York. Un aereo di linea sorvola Manhattan a bassissima quota, attirando gli sguardi dei passanti. In qualche secondo, la curiosità si trasforma in orrore: il velivolo si schianta sulla torre nord delle Twins Towers, i grattacieli gemelli che svettano a oltre 400 metri nello skyline dell’isola newyorchese. È questione di neppure 20 minuti e ne arriva un altro a colpire la torre sud, prima che entrambe collassino e avvolgano la zona in una nuvola di fumo che ricorda quella di un’esplosione.

È l’11 settembre 2001 e gli Stati Uniti stanno vivendo il primo attacco sul loro suolo dai tempi di Pearl Harbour: il nine eleven, come lo chiamano negli Usa seguendo la scansione dei mesi sul calendario anglosassone. L’attentato più sanguinoso nella storia Usa e un trauma che si sarebbe ripercosso sugli equilibri globali. Fino a oggi.

Con «attentato dell’11 settembre 2001», o semplicemente 11 settembre, si intendono una serie di attacchi coordinati contro gli Usa, sotto la regia dell’organizzazione terroristica Al Qaida . Nell’arco di poche ore, quattro voli commerciali diretti in California dall’Est del paese vengono sequestrati e dirottati per colpire altrettanti bersagli in due metropoli: la torre nord e sud del complesso di edifici World Trade Center, le cosiddette Torri gemelle, a New York; il Pentagono e Capitol Hill, la sede del Congresso Usa, a Washington. L’ultimo bersaglio sarà l’unico a essere mancato.

Il primo aereo, un Boeing 767 dell’American Airlines, viene dirottato con 76 passeggeri a bordo su Lower Manhattan e plana verso il World Trade center, il complesso di edifici che ospitava le Twin Towers. Centra la facciata della torre nord alle 8:46, le 14:46 in Italia. Iniziano le evacuazioni e i soccorsi ma nell’arco di 17 minuti un secondo Boeing 767, operato dalla United Airlines, si schianta sulla torre sud con 51 passeggeri a bordo. Nell’arco di meno di due ore crolleranno entrambe, uccidendo chi era rimasto incastrato nei piani più alti degli edifici, i soccorritori all’opera negli edifici e anche persone che si trovavano nei pressi degli edifici. Alle 9:37, poco dopo lo schianto del secondo aereo sulla torre Sud, un Boeing 757 di American Airlines precipita sulla facciata ovest del Pentagono, la sede dell’esercito Usa. Pochi minuti dopo un altro Boeing avrebbe dovuto abbattersi sul Campidoglio, la sede del Congresso americano, ma alcuni dei 33 passeggeri sono insorti e hanno cercato di manomettere il piano dei terroristi. Precipita a sua volta alle 10:03 in Pennsylvania, a 200 chilometri in linea d’aria dall’obiettivo che avrebbe dovuto distruggere.

L’11 settembre del 2001 è una data che non si scorderà mai. Fu il giorno dell’incredibile e impressionante attacco terroristico alle Torri Gemelle di New York con migliaia di morti e feriti. Una tragedia che cambiò il mondo e un segnale che anche il nuovo secolo – il XXI – non sarebbe stato solo rose e fiori. “Con l’attentato alle Torri Gemelle – ha sostenuto nei giorni sul Corriere della Sera un esperto del rango di Franco Gabrielli, già capo della Polizia e ora sottosegretario ai Servizi segreti e alla Sicurezza del Governo Draghi – è cambiato tutto: la realtà del terrorismo e la sua percezione, ma anche la nostra vita quotidiana”. Ed è a dir poco singolare che il nuovo governo afghano, composto dai talebani, avesse inizialmente deciso, salvo ripensarci all’ultimo, di insediarsi proprio in un giorno simbolo come l’11 settembre.

Se il XX secolo era stato quello di due guerre mondiali, delle tragedie del nazismo e del fascismo, della Shoah e della dittatura del comunismo autoritario, anche il nuovo secolo ha presentato subito il conto all’umanità. E l’11 settembre è stato il giorno della prima delle tre grandi crisi che abbiamo finora conosciuto in questo secolo, tre crisi una più drammatica dell’altra, tre autentici cigni neri. Dopo gli attentati dell’11 settembre, nel 2008 è arrivato l’imprevedibile e imprevisto fallimento della grande banca americana Lehman Brothers che ha dato il via alla crisi sistemica della finanza poi sfociata nella recessione economica. Infine dall’inizio del 2020 è esplosa la crisi da Coronavirus che ha assunto dimensioni impensabili su tutto il pianeta – con oltre 160 milioni di contagi e oltre 4 milioni di morti – e che purtroppo non è ancora finita.

Gli attacchi dell’11 settembre causarono la morte di 2.977 persone (più 19 dirottatori) e il ferimento di oltre 6.000, secondo i dati definitivi comunicati dal Washingont Post nel 2003. Altre 24 persone sono ancora elencate tra i dispersi. Oltre alle vittime civili c’erano anche 343 vigili del fuoco, 72 agenti delle forze dell’ordine e 55 militari che sono stati uccisi negli attacchi. Furono più di 90 i Paesi che persero cittadini negli attacchi al World Trade Center.

Da allora l’America e l’Occidente si sono rialzati ma l’11 settembre resta una data simbolo che obbliga a non dimenticare le vittime e a tenere la guardia alta perchè il terrorismo è sempre dietro l’angolo.


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