di Felice Nicotera


Gaetano Esposito (Gaespo), omonimo del nostro grande ottocentista, è un’artista poliedrico e originale.

Nasce a Pontecagnano Faiano nel 1951, dove tutt’ora vive, ma si forma in Germania, quando, negli anni ’70, lavora prima come saldatore presso l’azienda AEG Telefunken e poi, spinto dall’innata passione per l’arte, lascia la professione, per diventare aiutante scenografo presso il teatro Kleines Theater di Berlino dove prende parte a numerose mostre collettive e si interessa contemporaneamente dell’arte della decorazione. La sua pittura muove da una tecnica Metafisica – Surrealista, e seguendo una ricerca ben precisa, approda all’antichissima filosofia orientale del “benessere”, dell’illuminazione e del risveglio, della sacralità dell’essere umano secondo il sistema dei chakra, nato in India più di quattromila anni fa. Oggi i chakra sono un concetto diffuso. In Occidente, generalmente indicano delle entità in grado di unire il corpo e la mente, l’elemento fisico e quello psichico.

I chakra, tuttavia, che alla lettera vogliono dire ruota o disco, e si riferiscono a una sfera rotante di pura energia spirituale, non sono per niente entità o oggetti fisici. Come vediamo il vento attraverso il movimento delle foglie e dei rami, così possiamo percepire la presenza dei chakra nella forma del nostro corpo fisico, negli schemi che si manifestano nella nostra vita, nei modi in cui pensiamo, sentiamo e affrontiamo le situazioni che l’esistenza presenta, ma mai direttamente.

Il viaggio inizia sul Ponte dell’Arcobaleno, come è definito il sistema del chakra, reso accessibile a tutti coloro che vogliano raggiungere la vera armonia interiore. Una fusione poetica e di grande forza terapeutica tra le tecniche occidentali di religione e quelle orientali. Una meditazione che propone un approccio legato ai flussi energetici, alle vibrazioni del corpo, al riconoscimento ed all’importanza delle emozioni e che trasmette un’intima positività, tenendo come riferimento il benessere della persona e la qualità dell’esistenza. Un’altra chiave di lettura dell’universo artistico di Gaespo, concentrato sull’individuo, ci conduce al misterioso mondo dell’astrologia e ci dice che il Cielo abita in noi e che in qualche modo siamo chiamati, dal momento della nascita, a mettere in scena nel teatro della vita, proprio quella particolarissima istantanea del firmamento”. Infine, la sua pittura è anche paesaggistica e la possiamo apprezzare negli scorci caratteristici dell’antico borgo di Faiano, dove ottiene, a mio parere, alti risultati espressivi.


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