di Pippo Ferraro


Il campionato ’61-’62 vide un rinnovamento generale di molte squadre importanti.
La Juventus con il ritiro di Boniperti e la partenza di Cervato,ormai a fine carriera,ingaggia l’argentino Rosa dal Padova che non si rivelera’ all’altezza dell’arduo compito affidatogli.Charles vive una stagione oscura a causa di un brutto infortunio ad un ginocchio.I bianconeri finiranno al dodicesimo posto ad un passo dalla zona retrocessione.

L’inter cede Angelillo ed ingaggia lo spagnolo Suarez e l’inglese Hitchens.
Liedholm lascia il Milan ed al suo posto arriva il forte centrocampista brasiliano Dino Sani,
che faceva parte della nazionale campione del mondo in carica.
Altafini e il gigliato Milani vincono a pari merito con 22 gol la classifica dei cannonieri.
Il titolo se lo contendono fino alla fine il Milan,l’Inter e a tratti la Fiorentina.

La spunta il Milan al suo ottavo titolo.Fanno parte della rosa della squadra scudettata oltre ai due brasiliani,un giovane che fara’ a lungo parlare di se’,Gianni Rivera,un forte e coriaceo mediano che diventera’ un simbolo come allenatore,Giovanni Trapattoni,il portiere Ghezzi diventato rossonero dopo essere stato neroazzurro sempre a Milano,l’ormai collaudato Maldini e il massiccio attaccante Paolo Barison.Un insieme di tecnica e potenza allenato da un sanguigno Nereo Rocco.

La Coppa dei Campioni ’60-’61 vide la fine dell’egemonia del Real Madrid.
L’Italia e’ rappresentata dalla Juventus vincitrice dell’undicesimo.Purtroppo in campo internazionale non emergiamo.Nonostante ci sia ancora la formazione di Boniperti,il CSKA di Sofia ci estromette al primo turno dalla competizione.


Il Real, in quanto detentore del titolo,entra in gara agli ottavi e viene battuto dai blaugrana del Barcellona.Facciamo la conoscenza di una forte squadra portoghese,il Benfica di Lisbona.
Sono proprio i lusitani a giocarsi la coppa con il Barcellona di Suarez,che passera’ all’Inter.
Si gioca a Berna e,sovvertendo i pronostici,il Benfica batte il Barcellona 3-2.

Le due partite di Coppa dell’Amicizia col Nimes, del Giugno 61, avevano segnato l’esordio rossonero di Nereo Rocco. Il burbero “paron” triestino viene al Milan di Rizzoli e Viani, con un ragguardevole passato di calciatore, con una formidabile esperienza di allenatore di provincia e, soprattutto, con una carica umana ed una sensibilità verso i giocatori da permettergli 15 anni di eccezionali risultati sportivi.