a cura dell’Associazione “Avvocato in famiglia”


Il reato di passeggiata non esiste, i giudici annullano le denunce e le sanzioni. Possiamo affermare che avevamo ragione. Devono vietare gli assembramenti, non le attività sportive che aiutano la salute.

Sempre più sindaci vietano attività  motorie e passeggiatine per limitare il contagio dal coronavirus.Ma In realtà andrebbero vietati gli assembramenti, non le attività  sportive che migliorano la qualità della vita . Non esiste reato , infatti, alcun tipo di reato di passeggiata ed e per questo motivo che i giudici hanno annullato tutte le denunce, come riportato anche dal portaleNazionale (organo della Fondazione Avvocatura Italiana), secondo il quale vengono emesse troppe segnalazioni per la violazione delle disposizione sul decreto Coronavirus. L’errore da evitare, e la Procura di Genova lo evidenzia, è la falsa attestazione rese alle forze di Polizia in relazione all’emergenza in corso.Il problema nato dalla qualificazione giuridica delle condotte da sanzionare, e quindi dei reati che verrebbero violati, inseriti nei moduli prestampati diffusi dal Ministero dell’interno per giustificare gli spostamenti all’esterno della propria abitazione. L’autocertificazione in questione, peraltro, è stata recentemente aggiornata da parte del capo della polizia con la previsione anche dell’indicazione di non essere positivo e/o in quarantena.

Quindi l’attenzione dei magistrati si è concentrata sull’articolo 495 cp, cioè la falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale , reato punito con la reclusione non inferiore a due anni.

Ma la domanda  se un decreto del presidente del Consiglio può limitare la libertà di movimento permane.

Infatti le restrizioni alla libertà di movimento dei cittadini sono state imposte da un Dpcm, ossia un decreto del presidente del Consiglio. Bisogna quindi capire se un Dpcm possa limitare un diritto costituzionale come quello ad uscire di casa e ad andare dove si vuole. Infatti l’articolo 16 della Costituzione, secondo cui ogni cittadino puòcircolare liberamente nel territorio italiano salvo i limiti imposti dalle leggi. «Dalle leggi », appunto, e non da un Dpcm. La Costituzione italiana è la normativa più importante delle leggi dello Stato italiano, quella che fissa in principi generali di funzionamento del Paese. Come abbiamo anticipato in apertura, l’Italia ha una sua costituzione, scritta e rigida, dal 1948. Si tratta di una Costituzione di 139 articoli ai quali si aggiungono 18 disposizioni transitorie finali. La Costituzione italiana è rigida in quanto il procedimento per modificarla è molto più complesso rispetto a quello di qualsiasi altra legge. Tale procedimento viene indicato all’articolo 138 della Costituzione stessa. La nostra Costituzione, quindi, può essere modificata nel tempo, ma solo attraverso procedure particolari che richiedono maggioranze parlamentari significative. Il nostro sistema di regole giuridiche funziona come una piramide dove all’ apice vi è la fonte normativa più importante, la Costituzione, e man mano che si scende si trovano le fonti subordinate: innanzitutto, le leggi, i decreti legge e i decreti legislativi, dopo i regolamenti ministeriali, tra cui compreso il Decreto del presidente del Consiglio. Una fonte subordinata ossia che si trova in basso non può derogare a una norma di rango superiore. Ad esempio, un Decreto ministeriale non può modificare, abrogare o derogare una legge. Cosa¬ come una legge ordinaria del Parlamento non potrebbe mai cambiare la Costituzione.

L’ articolo 16 riserva alla legge la possibilità   di limitare gli spostamenti. Mentre il Dpcm ovverosia un atto amministrativo che non ha forza di legge e che, come i decreti ministeriali, ha il carattere di fonte normativa secondaria; serve solo per dare attuazione a norme già varate dal Parlamento o dal Consiglio dei ministri. Noi riteniamo che  tutte le denunce penali avviate in questo periodo per violazione delle regole sul coronavirus saranno annullate.  Chi sostiene questa tesi fa leva sull’ articolo 25 della Costituzione secondo cui nessuno può essere punito penalmente se la pena nonprevista da una legge entrata in vigore prima del fatto commesso. Questo vuol dire, innanzitutto, che una legge penale sfavorevole non può mai essere retroattiva, ma nello stesso tempo che nessuna norma che si trova più in basso della legge nella famosa piramide di cui abbiamo parlato prima può creare nuovi reati o imporre sanzioni penali ulteriori rispetto a quelle previste dal Codice penale o dalle altre leggi speciali

Ed allora cosa fare in caso di sanzione? 

Il D.L. n. 19 del 25.3.2020 ha praticamente abolito il reato penale ex art. 650 C.P., con applicazione, ai casi accertati in precedenza  della nuova sanzione amministrativa. Pesantissima economicamente.Pertanto tutti coloro che hanno ricevuto l’avviso di garanzia possono stare tranquilli, nessun decreto penale sarà loro notificato, ma, al pari dei trasgressori odierni, sarà loro comminata la sanzione amministrativa.Vogliamo evidenziare e comunicare senza indugio la necessità di ottemperare  ai divieti a causa dell’emergenza Nazionale che, per forza di cose, costituisce una limitazione alle nostre libertà costituzionali (di azione, di circolazione, di  riunione ecc.), ma in termini (speriamo)  temporanei. Ciò, però, non esclude di poter accorrere in aiuto di tutti coloro che, per i motivi più disparati, siano incappati nelle sanzioni, offrendo di esaminare i verbali ricevuti, di contestarli se ve ne siano i presupposti, di sollevare eccezioni, di opporli, valutando ogni comportamento tenuto o giustificato dal trasgressore di volta in volta.Ecco una  considerazione che condividiamo anche con i non addetti ai lavori ma dopo aver letto il decreto: non è prevista la tutela giurisdizionale, vale a dire la possibilità di opporre il verbale con il quale si commina la sanzione amministrativa davanti all’Autorità giudiziaria, ma solo davanti al Prefetto.Questa è una  grossa pecca e una grave compromissione del diritto di difesa costituzionalmente garantito motivo di contestazione.

Associazione “L’Avvocato in famiglia”


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