a cura della Redazione “InLombardia”


Bienno è un comune italiano di 3 771 abitanti della provincia di Brescia in Lombardia. Bienno fa parte del club de “I borghi più belli d’Italia” creato della Consulta del Turismo dell’Associazione dei Comuni Italiani (ANCI).
Il senso originario del nome Buennum è “torrente delle miniere”. Infatti, la seconda parte del nome, ennus, nella toponomastica delle Alpi designa un corso d’acqua, mentre la radice bhu indica la terra (bhumis in sanscrito) o la caverna (pholéo in greco).

La storia
850 a.C., daterebbe a questo periodo l’arrivo in zona dei primi artigiani del ferro, mentre in Val Camonica già fioriva l’arte dei graffiti.
I sec. d.C., dopo la conquista romana lo sviluppo dell’economia della media Val Camonica è a Cividate e a Bienno, dove i fabbri lavorano con l’incudine e il martello, ma non conoscono ancora il sistema composto da canale, ruota ad acqua e maglio; la fucina resta l’unità lavorativa centrale della siderurgia.
X sec., con l’arrivo dei Benedettini si cominciano a usare i mulini: si scopre, infatti, che la ruota a pale si adatta perfettamente alla corrente del torrente Grigna. All’anno Mille si fanno risalire le modifiche per rendere la ruota ad acqua adatta per il funzionamento del maglio e la costruzione dei primi tratti del canale artificiale “Vaso Re”.
XVII sec., l’inondazione del Grigna distrugge il “Vaso Re”. In questa situazione la Repubblica di Venezia sostiene la comunità di Bienno riconoscendo l’importanza della “ferrarezza” per lo sviluppo del territorio.
XVIII sec., con la fine della Serenissima e l’avvento del regime napoleonico (1797), la classe industriale di Bienno riprende vigore grazie ai proventi del mercato siderurgico, legato alle numerose guerre che interessano l’Europa.
XIX sec., in Val Camonica il settore siderurgico entra in crisi e il sistema produttivo delle fucine rimane vivo solo a Bienno, dove gli artigiani del ferro sono ancora apprezzati.

Piaceri e Sapori

Bienno è un museo all’aperto dove secoli di storia hanno depositato forme architettoniche ancora leggibili. Per questo il comune ha predisposto un percorso di 14 pannelli illustrativi sull’itinerario “Il racconto delle pietre” che si snoda tra i palazzi del borgo che consente di individuare le diverse tipologie edilizie che nel tempo si sono sovrapposte ed intersecate a Bienno. Bienno da anni è sensibile alla sostenibilità ambientale. Nel 2008 è stato costituito “L’ecomuseo del Vaso Rè e della Valle dei Magli” con l’obiettivo di mantenere in vita e rendere fruibile l’enorme patrimonio culturale del territorio legato alla millenaria arte della ferrarezza. Chi, poi, volesse perlustrare i dintorni, può visitare il Barberino: un sistema collinare che separa la Valcamonica dalla laterale Valgrigna e comprende luoghi di interesse naturalistico e artistico, quali eremi e chiese campestri, collegati fra loro da sentieri pedonali. Sulla vetta del colle della Maddalena si erge un’imponente statua di Cristo Re: da lì (20 minuti a piedi da Bienno) si gode di un bel panorama del paese. Continuando a piedi è possibile raggiungere l’eremo dei Santi Pietro e Paolo, da dove la vista si distende sulla vallata. è un luogo appartato, eretto sui ruderi di un monastero fondato nel Duecento, che ispira pace e tranquillità.

casunsei, sorta di ravioli ripieni e conditi con burro fuso, salvia e formaggio, sono squisiti, specie se i latticini vengono dagli alpeggi estivi sui monti attorno a Bienno. Ottima, infatti, è la produzione casearia con latte di malga. Tipica della zona è anche la polenta, da accompagnare alle pietanze a base di carne e cacciagione: gustosissima è quella con la farina prodotta dalle macine in pietra del mulino seicentesco. Il dolce tradizionale è la spongada, una soffice focaccia di farina, uova, burro, zucchero, sale, latte, lievito.

Il ferro è il prodotto attorno al quale si è sviluppato l’antico abitato. La tradizione millenaria della forgiatura del ferro è giunta sino a noi come testimonianza storica rintracciabile ovunque nel borgo, ad esempio nelle cancellate in ferro della chiesa dei Santi Faustino e Giovita. E tuttora operano in paese abili artigiani capaci di manipolare il ferro sotto i colpi del maglio.

Casa Valiga e il borgo degli artisti

Casa Valiga è un edificio signorile rinascimentale riservato all’espressione artistica, all’esposizione di mostre e allo scambio culturale. Recuperato e restaurato grazie a un progetto promosso dalle istituzioni locali, ospita artisti provenienti da tutto il mondo, che si integrano con la comunità e i visitatori. I laboratori sono aperti al pubblico e il processo creativo delle opere può essere seguito nella sua evoluzione. La struttura si sviluppa su tre livelli: il cortile acciottolato e i fondaci di pietra con il soffitto a volta, dove avvenivano gli scambi commerciali; il salone di rappresentanza, preceduto da una loggia affacciata sul borgo, con affreschi che richiamano versi della Divina Commedia dantesca e dei Trionfi di Petrarca; il piano superiore, dove alloggiano gli artisti. La Casa degli Artisti fa parte di un percorso più ampio in cui è possibile ammirare gli affreschi di Girolamo Romanino, Giovan Pietro Da Cemmo, Francesco Prata da Caravaggio, pale del Fiammenghino Giovan Mauro della Rovere.

Fonte : “”borghibelliditalia”